Leopoldo Carlesimo
Un'avventura in Tajikistan

Una storia a Roghùn

«Roghùn rappresenta una delle più ambite opportunità di lavoro per un giovane del Tajikistan. È l’opera più grande e longeva del Paese: quando sarà finita, sarà la diga più alta che mai gli uomini abbiano eretto in qualsivoglia angolo del pianeta»

Asliddin aveva ventun anni, ma dimostrava meno della sua età. Era alto di statura, magro, d’aspetto fragile e delicato. Portava i capelli folti un po’ troppo lunghi e pettinati senza criterio, quasi a casaccio, occhi scuri, colorito pallido, naso sottile e arcuato da una leggera gobba; zigomi alti, sopracciglia fini e lunghe tagliate quasi in […]

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Danilo Maestosi
Al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Le città di Basilico

Omaggio alla fotografia di Gabriele Basilico: il suo occhio scava nelle contraddizioni delle metropoli. I vuoti, i pieni, le luci, le forme: «La città che mi interessa raccontare contiene una mescolanza tra eccellenza e mediocrità, tra centro e periferia»

Nulla in fotografia conta quanto lo sguardo. Sì, certo, la tecnica, il dosaggio della messa a fuoco, il calcolo del tempo dello scatto, la costruzione del set per chi vi fa ricorso. Ma è lo sguardo che incorona un fotografo come un maestro, un artista capace di distillare l’invisibile dal visibile, vocazione che per chi […]

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Roberto Verrastro
A proposito di “A Long Time Coming”

Il caso Renoir

Il nuovo giallo di Aaron Elkins è un viaggio nella storia a cavallo tra 'Ottocento e oggi. Due Renoir falsificati sono i protagonisti di un intrigo che mescola Garibaldi e l'Impressionismo, i trafficanti d'arte e la banda Koch

Al mercante d’arte milanese Ulisse Agnello, il 2013 sembrava l’anno più fortunato della sua vita. In un mercatino di Budapest aveva acquistato due mediocri dipinti di paesaggi marini spendendo pochi fiorini ungheresi, l’equivalente di 90 euro. Ma a gennaio del 2015, la sua storia era finita sul New York Times Magazine: Agnello, raschiando delicatamente una […]

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Pier Mario Fasanotti
Il giorno della memoria/1

Fantasmi a Birkenau

Ginette Kolinka, parigina, deportata a Birkenau dai nazisti è tornata nei luoghi del lager dopo 55 anni. Ne è nato un libro struggente (con il copertina il numero "78699", quello che le tatuarono i nazisti sul braccio) che mescola gli orrori del passato e le paure di oggi

C’è un’altra Liliana Segre, oggi senatrice della Repubblica, scampata come lei alla Shoa. chiama Ginette Kolinka, parigina. Dopo una delazione, fu fatta salire su un vagone piombato a Marsiglia. Non sapeva dove la portassero. Un viaggio in mezzo a persone stipate come maiali. C’erano anche suo padre e suo nipote. Le tappe: Marsiglia, Drancy, Birkenau, […]

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Paolo Petroni
Il giorno della memoria/2

Burocrazia dell’orrore

Stefano Massini ricostruisce il dialogo tra il boia nazista Adolf Eichmann e la filosofa Hannah Arendt che portò alla genesi de "La banalità del male". Una scena teatrale sulla terribile idiozia della sopraffazione

«Il linguaggio, Herr Eichmann, il linguaggio è lo specchio, sempre, di cosa sentiamo davvero», precisa la filosofa e storica ebrea tedesca Hannah Arendt in un colloquio, immaginato da Stefano Massini, col gerarca delle SS responsabile della organizzazione e pianificazione dello sterminio di milioni di ebrei. Le parole rivelano la realtà dei fatti e se si […]

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Pier Mario Fasanotti
A proposito de "Il potere tossico"

La cocaina del Führer

Hitler dipendeva totalmente dai farmaci antidepressivi, Mao da quelli che favorivano la vigorìa sessuale. Mussolini era più morigerato, ma il potere ha sempre avuto molto a che fare con le droghe. Come spiega un bel saggio di Katia Crasnianski

Certe affermazioni, fuori dal loro contesto, rischiano di far solo ridere. Prendiamo il tema della pazzia. Erasmo da Rotterdam, che ne fece un celebre elogio, scrisse: «Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria pazzia». Questo tipo di follia è da intendersi come temporaneo distacco dalla piatta normalità, un qualcosa dunque […]

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Alberto Fraccacreta
A proposito de "La danza della pioggia”

Le parole e le cose

La nuova raccolta poetica di Paolo Febbraro, tra echi e citazioni, costruisce un reticolo di immagini in cui le parole preistoriche sembrano uscire dalla pagina e avere una loro consistenza

La «musica di ciò che accade» è spesso il motore precipuo della poesia. Fedele al monito heaniano Paolo Febbraro non poteva non esserlo: autore di una bella e sentita monografia sul poeta di Castledawson (Leggere Seamus Heaney, Fazi, 2015), sembra molto vicino ai temi letterari irlandesi – quando può, risiede a Dublino, infatti – anche […]

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Attilio Del Giudice
Un racconto in forma di dialogo

Dialoghi degenerati

«Non piango, ma non posso condividere le tue idee. Questo materialismo fatto di luoghi comuni, di banalità, di sostanziale volgarità, senza un’ombra di spiritualità, di poesia, di tenerezza, non mi piace, mi rattrista»

– Non far vedere che guardi! – Perché, che c’è di male? – Non tutti vogliono essere osservati  e analizzati. Lo sai che quella da giovane era bellissima e ha partecipato a una finale di Miss Italia? Mia nonna mi ha detto  che era molto invidiata. Ora è vecchia, ma mi sembra più vispa di […]

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Tina Pane
Viaggio nell'estremo Occidente

Pellegrinaggio a Lisbona

A passeggio per Lisbona, si fa fatica a immaginare che questa gente discreta e riservata sia la discendenza di quella che ha solcato i mari e dominato per secoli pezzi di mondo, controllando il commercio e la navigazione

Se c’è una parola che aleggia nel cielo sopra Lisbona, questa parola è obrigado, grazie. Pronunciata veloce e con la b non calcata, ricorre nelle succinte conversazioni di servizio non solo come chiusura di una transazione ma anche come saluto. E rispecchia l’indole di questa gente che parla a bassa voce, non è incline ad […]

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Filippo La Porta
A proposito de “Il colore del buio”

Abisso Rothko

Alessandro Carrera analizza la celebre, straordinaria e inquietante Cappella Rothko in Texas: un ottagono che contiene 14 enormi tele nere. La luce diventa buio nel momento in cui si tenta di penetrarla

L’arte contemporanea è colpevole, fino a prova contraria (per parafrasare Orwell a proposito dei santi). Per la semplice ragione che, come dichiarò Paul Klee negli anni ’20, rischia di non avere pubblico a causa del suo oltranzismo espressivo e della rottura di un qualsiasi codice condiviso. Aggiungo: come la musica contemporanea (che mette in discussione […]

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