Every beat of my heart
Genova per Caproni
Non era genovese il poeta nato a Livorno, ma la città ligure gli ha svelato – così come ha fatto con Campana – «la sua unica magia mediterranea». «Città degli amori in salita», che «non seduce» ma incanta, ha ispirato all’autore uno dei suoi capolavori
Sirena è uno dei capolavori di Giorgio Caproni, come il libro in cui è inclusa, Le stanze, come quelle visioni straordinarie degli anni Cinquanta, Il passaggio di Enea, Stanze della funicolare. Subito Genova, amori in salita, Genova di mare tutta scale: Caproni coglie in pieno l’incanto di Genova, città che non seduce, ma svela al poeta visionario la sua unica magia mediterranea: Genova è «mia» scrive qui e altrove Caproni, che non è genovese. Come non è genovese Dino Campana, nato nell’appennino toscoemiliano, che scoprì universalmente l’incanto di questa capitale del mare e della terramare, ispirando le straordinarie letture di Carmelo Bene. Campana, Caproni, Frénaud. Scopritori.
Sirena
La mia città degli amori in salita,
Genova mia di mare tutta scale
e, su dal porto, risucchi di vita
viva fino a raggiungere il crinale
di lamiera dei tetti, ora con quale
spinta nel petto, qui dove è finita
in piombo ogni parola, iodio e sale
rivibra sulla punta delle dita
che sui tasti mi dolgono?… Oh il carbone
a Di Negro celeste! Oh la sirena
marittima, la notte quando appena
l’occhio si è chiuso, e nel cuore la pena
del futuro s’è aperta col bandone
scosso di soprassalto da un portone.
Giorgio Caproni


